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apicoltura biologica

  • L’apicoltura etica

    Navigando su internet si leggono centinaia di informazioni poco chiare sul mondo dell’apicoltura e si possono trovare tanti aggettivi differenti tra cui convenzionale, biologica, etica e naturale. Ma quali tipi di apicoltura esistono sul nostro territorio? E soprattutto, cosa intendiamo noi veramente per apicoltura etica?

    Se chiedessimo a Google che cos’è in generale l’apicoltura, questo ci direbbe:

    L’apicoltura è l’allevamento di api allo scopo di sfruttare i prodotti dell’alveare dove per tale si intenda un’arnia popolata da una famiglia di api. Le arnie “razionali” sono quindi le strutture modulari formate da favi mobili dove l’apicoltore ricovera le api.

    Ma l’apicoltura è davvero solo questo? L’apicoltura è tutta uguale?

    La risposta a queste domande è no, esistono svariati modi di fare apicoltura che variano in base all’interesse dell’apicoltore.

    Lo sfruttamento delle api è uno sfruttamento silenzioso che non fa scalpore e di cui non si parla sui canali mediatici. Possiamo tutti immaginare senza troppi sforzi cosa significhi sfruttare una mucca in allevamento, in quanto molto simile all’essere umano nei suoi bisogni etologici. È sicuramente molto più difficile immaginare cosa possa significare applicare questi concetti di allevamento sulle api o gli insetti più in generale.

    In questo articolo cercheremo di fare un pò di chiarezza, in maniera un pò sintentica per far comprendere al meglio i concetti, sulle tipologie principali di apicoltura oggi praticate, suddivise in base al rapporto tra produzione e benessere delle api, dove con produzione intendiamo la raccolta di prodotti destinati al consumo umano (miele, polline, pappa reale, propoli, veleno e cera) e con benessere intendiamo la tutela e la salvaguardia delle api.

    Non scenderemo nel tecnico in questa sede perchè l’argomento sarebbe troppo ampio per essere spiegato all’interno di un articolo. Sono argomenti che evisceriamo durante i nostri corsi di formazione per approfondirli correttamente insieme.

    Iniziamo dai 2 tipi di apicoltura contrapposti: convenzionale e naturale.

    Apicoltura convenzionale

    È il modello di apicoltura più diffuso e praticato, quello in cui l’ago della bilancia è completamente spostato verso la produzione. Questo tipo di apicoltura si è evoluta con l’intento di massimizzare la produzione destinata alla vendita, mettendo in atto anche pratiche innaturali per le api. Questo modus operandi avviato a fine ‘800 e consolidato nel corso del tempo, è ancora oggi il più comune e il più tramandato sia oralmente che nella bibliografia ufficiale. È un’apicoltura dove si mira alla standardizzazione per ottimizzare il lavoro dell’apicoltore, quindi avere alveari tutti uguali, apiari tutti uguali, favi tutti uguali, ecc.

    Apicoltura naturale

    È un tipo di apicoltura principalmente praticato da chi lo fa per passione o ricerca, a scopo di osservazione e di studio. È un’apicoltura in cui l’ago della bilancia è completamente spostato verso il benessere delle api, anche a discapito della produzione. Molte delle pratiche apistiche ammesse in altri tipi di apicoltura, qui sono infatti vietate.

    Apicoltura biologica

    È un’apicoltura certificata a livello internazionale e viene certificata da appositi enti. Per essere certificati come apicoltura biologica, dove biologici saranno i prodotti che arrivano al consumatore, biologiche saranno le tecniche apistiche e di conseguenza le api, si devono soddisfare determinati requisiti di allevamento e si è sottoposti a controlli periodici da parte dell’ente di riferimento. Tali requisiti, che vanno a definire questa apicoltura, rappresentano un passo avanti nei confronti delle api. Le api sono infatti sicuramente più tutelate rispetto all’apicoltura convenzionale ma l’ago della bilancia è comunque spostato verso la produzione che rimane l’interesse principale di questo tipo di apicoltura.

    Apicoltura etica

    È un’apicoltura innovativa, il cui scopo è trovare il giusto equilibrio tra produzione e benessere ed è l’apicoltura che noi abbiamo scelto.
    A seguito di studio, esperimenti e corsi di formazione differenziati, abbiamo studiato e provato negli anni i vari tipi di apicoltura e le loro tecniche per poi accorgerci di non appartenere a nessuna delle categorie sopra menzionate. Ecco perché dopo tanta pratica sul campo, con il fine di avere una visione del mondo apistico il più ampia possibile, abbiamo creato una nuova categoria che abbiamo chiamato apicoltura etica.

    Lucrezia con telaino

    L’apicoltura etica è un’apicoltura che fa un passo indietro per farne uno avanti e che lascia più spazio di decisione alla natura. Secondo noi l’apicoltore deve essere un supporto non invadente e tentare il più possibile di non arrecare danno a quella che è a tutti gli effetti una ricchezza a livello mondiale: l’equilibrio e la genetica delle api, che popolano questo pianeta da molto prima dell’uomo.

    Matteo con telaino

    È un’apicoltura in divenire perché siamo dell’idea che sia importante continuare ad evolversi, aggiornando le proprie competenze e mettendo in discussione le proprie convinzioni perchè tutto intorno a noi è cambiamento.

    È un’apicoltura in cui noi crediamo con convinzione e alla quale ci piacerebbe aderissero sempre più apicoltori poiché il nostro scopo è creare una rete di persone che credano negli stessi valori.

    Quando abbiamo iniziato nel 2013, siamo partiti utilizzando le classiche tecniche di apicoltura convenzionale imparate al corso dell’associazione di categoria. Poi con il passare del tempo abbiamo iniziato a porci delle domande, per capire quale fosse davvero la strada giusta per ottenere prodotti apistici da una parte e rimanere sempre focalizzati sul benessere dell’ape dall’altra.

    Produciamo sì, ma in bee-first!

    Sei interessato a scoprirne di più? Partecipa al nostro “Corso di apicoltura etica e sostenibile”!

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